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salviamo il mondo
26 febbraio 2010
Io questa Europa non la capisco più

Devo ammettere i miei limiti: io questa Europa non la capisco più.

Il fatto: a Dubai viene ucciso un terrorista di Hamas che viaggiava tranquillamente con documenti falsi e andava in giro per il mondo a comprare armi. Dell'omicidio viene accusato il Mossad e parte subito la caccia all'uomo. Va bene, che agli arabi non gli stia bene che gli si ammazza un porco in casa loro, ci può anche stare, è notoria la loro ritrosia verso i maiali, ma che ci si mettano anche gli europei indignati per l'utilizzo di passaporti della UE davvero stona parecchio. A parte che in Europa dovrebbero ringraziare chi ha ammazzato Mahmoud al Mabhoud, un killer spietato e un terrorista pericoloso, ma a parte i ringraziamenti dovuti, mi chiedo per quale motivo le cancellerie europee hanno convocato gli ambasciatori israeliani per manifestare il loro disappunto. Lo hanno fatto perché i santi che hanno ucciso il terrorista avevano usato passaporti europei oppure perché volevano protestare per l'esecuzione della sentenza? Nel primo caso la cosa è semplicemente ridicola. Ammesso e non concesso che sia stato il Mossad a eliminare il criminale dovrebbero mandare un cesto di frutta e non protestare per l'uso di passaporti europei. Nel secondo caso sarebbe meglio che protestassero per le sentenze eseguite dagli arabi e persiani su persone spesso innocenti piuttosto che su l'esecuzione di un killer. E poi, possibile che nessuno si sia chiesto perché Mahmoud al Mabhoud era a Dubai con un passaporto falso? Forse che se un terrorista usa passaporti falsi è più giustificabile di chi lo giustizia regolarmente e legittimamente facendo un favore all'umanità?

No....... davvero, io questa Europa non la capisco più. Mi sa che ha ragione il mio amico quando mi dice che tra dieci anni gli europei che credono nella libertà dovranno andare in Israele per sottrarsi all'Islam.

27 gennaio 2010
L'olocausto che verrà

Articolo scritto da Miriam Bolaffi su Secondo Protocollo - Oggi è il giorno della memoria, un giorno dove vengono ricordate le sei milioni (e passa) di vittime ebree assassinate dai nazisti. Sono tanti i termini che si possono usare per ricordare l'olocausto: Shoah, sterminio di massa, genocidio ecc. ecc. ma quello che secondo me rende bene l'idea è “deliberato e pianificato assassinio di ebrei su larga scala”.

In una giornata come oggi tutti sono indignati (meno i negazionisti), tutti pronunciano frasi d'effetto, tutti hanno bene in mente le migliaia di immagini che ricordano lo sterminio degli ebrei, non un genocidio qualsiasi, non una strage perpetrata da personaggi poco colti o dettata dall'odio tribale, ma qualcosa di pianificato scientificamente dalle migliori menti dell'epoca, qualcosa di studiato a tavolino, di estremamente organizzato ed efficace. Ci sono stati altri genocidi nella storia, ma nessuno è paragonabile a quello degli ebrei proprio perché scientificamente studiato, pianificato e attuato allo scopo di cancellare dalla faccia della terra un intero popolo.

Ora io vorrei che oggi si riflettesse sul significato della frase “cancellare un intero popolo dalla faccia della terra” perché proprio oggi, a distanza di 65 anni, quella frase torna a riecheggiare sinistra, non in maniera sotterranea e nascosta, ma nei discorsi ufficiali di capi di Governo, di leader religiosi, di capi di movimenti terroristici che controllano interi Paesi.

Oggi, nel 2010, la giornata della memoria deve avere un significato diverso, non deve servire solo a ricordare lo sterminio degli ebrei perpetrato dai tedeschi in un recente passato, non deve solo ricordare quelle menti brillanti e malate allo stesso tempo che lo pianificarono e lo attuarono con metodo scientifico, ma deve ricordare al mondo che quella folle ideologia non è morta e sepolta con i nazisti, ma è tuttora viva e vegeta. Per anni lo è stata in maniera sotterranea o mascherata da “motivi politici”, nascosta dietro al conflitto medio-orientale. Oggi torna ad emergere con spudorata franchezza. Oggi gente come Ahmadinejad torna a chiamare gli ebrei “il cancro dell'umanità che va estirpato”, le stesse parole che usavano i gerarchi nazisti. Ma il dittatore iraniano non è solo come lo era allora Hitler. Egli può contare su un nutrito seguito di altri dittatori (o finti presidenti democratici) che in modo palese o sottilmente manifestano il loro antisemitismo, la loro vicinanza alle idee del boia di Teheran. E poi ci sono gli arabi. Loro hanno sempre odiato l'ebreo, solo che fino a ieri erano costretti a farlo in silenzio. Oggi il potere dei petrodollari gli permette di manifestarlo apertamente e di finanziare il terrorismo finalizzato all'uccisione di ebrei, che si chiami Hamas, Hezbollah o Al Qaeda poco importa. Ma i peggiori sono gli antisemiti che si nascondono dietro alle parole “Diritti” e “Pace”, i negazionisti dell'ultim'ora, coloro che hanno una ideologia ben precisa ma che vogliono che quella ideologia sia scambiata per quello che non è, per una supposta volontà di pace che in effetti altro non è che una enorme ipocrisia nel momento in cui questi “pacifici personaggi” finanziano e alimentano idee come quelle di Ahmadinejad o di Hamas.

Ecco, personalmente vorrei che la giornata della memoria servisse a ricordare non solo quello che è stato l'olocausto ebraico durante la seconda guerra mondiale, ma che aprisse gli occhi della gente sull'olocausto che potrebbe essere, sul prossimo deliberato e pianificato assassinio di ebrei su larga scala al quale gente come Ahmadinejad sta lavorando da anni. Si tende a sdrammatizzare le sparate antisemite del boia di Teheran. Si fece lo stesso errore nel 1939. Anche allora si chiusero gli occhi fino a quel 27 gennaio 1945 quando il mondo fu costretto a riaprirli di fronte alle terribili immagini di Auschwitz. Non facciamo anche oggi gli stessi errori di allora.

Articolo scritto da Miriam Bolaffi


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12 novembre 2009
Israele esiste – finalmente una forte presa di posizione

Lo so, ora i soliti idioti con alle spalle i peggiori antisemiti italiani (non faccio nomi per non fare pubblicità gratuita ma sono tutti esponenti di estrema sinistra) diranno la solita serie di cazzate, ma a me non frega un bel niente. Quello che ha scritto oggi l'amico Franco su Secondo Protocollo è degno di nota ed deve essere evidenziato costi quel che costi, compreso prendersi i soliti idioti attacchi dai vermiciattoli sinistroidi e antisemiti che finalmente hanno mostrato il loro vero volto. Franco scrive “Israele esiste”, punto. Leggetevi il suo articolo, ne vale la pena (qui l'articolo). La verità alla fine viene sempre fuori e bisogna avere il coraggio di affermarla.

11 novembre 2009
D'Alema? Ma non bastano già le disgrazie che abbiamo?

Dopo che hanno dato Fassino alla Birmania (inviato speciale dell'unione Europea per la Birmania), dopo che hanno dato Prodi all'Africa (presidente del Panel sugli interventi di peacekeeping in Africa per conto dell'Onu), vogliono rovinare anche l'Europa proponendo D'Halemmah come Ministro degli esteri europeo. Ma io mi chiedo e mi domando: non bastano le disgrazie birmane, quelle africane, ora si vuole mandare a puttane anche l'Europa?

Già me lo immagino D'Halemmah camminare a braccetto con i peggiori terroristi medio-orientali (chissà perché questa cosa mi ricorda qualcosa) parlando di come fare a sterminare quei bastardi di ebrei sionisti che non vogliono accettare la loro distruzione, che si ribellano pure attaccando gli amiconi di Hamas e che costruiscono muri di difesa per non permettere a qualche invasato di farsi esplodere in un autobus di Tel Aviv. Me lo immagino D'Halemmah camminare a braccetto con l'unico ebreo del mondo degno di camminare al suo fianco, quel Giuda di Goldstone che con le sue cazzate sta cercando di infangare Israele, salvo poi essere clamorosamente smentito e sputtanato. Me lo immagino il baffino D'Halemmah baciarsi sulla bocca con Nasrallah (ma sono parenti?) e discutere su come far passare più armi in Libano, magari aumentando gli uomini di Unifil, chissà mai che il controllo qualità sulle armi iraniane non sia sufficientemente all'avanguardia.

Ma davvero l'Italia vuole fare questo torto all'Europa e al mondo?

19 ottobre 2009
Tutti i paradossi del Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu

Grande articolo di Noemi Cabitza che evidenzia come il Consiglio dei diritti umani dell'ONU sia in mano agli islamici e come le organizzazioni per i diritti umani siano compiacenti solo quando si tratta di menar duro su Israele (Noemi non la nomina ma è chiaro il riferimento al rapporto goldstone)

Secondo quanto scritto sul loro sito, il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu “è un organo intergovernativo nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite costituito da 47 Stati membri che hanno la responsabilità di rafforzare la promozione e la tutela dei Diritti Umani in tutto il mondo”. Nobile causa non c'è che dire. Ma........

Ma.... se andiamo a vedere l'attuale composizione del Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, cioè di quell'organismo che in teoria dovrebbe essere il più alto punto per la difesa dei Diritti Umani nel mondo, troviamo alcuni Paesi che della violazione dei Diritti Umani hanno fatto una vera e propria politica, sia a livello internazionale che a livello interno. Da notare in particolare la presenza nella lista dei 47 Paesi della Cina, della Russia, di Cuba, dell'Arabia Saudita, dell'Egitto, dell'Indonesia, del Qatar, della Nigeria ecc. ecc. tutti paesi campioni nella violazione dei Diritti Umani ma che in teoria, come dice la presentazione, dovrebbero avere la “responsabilità di rafforzare la promozione e la tutela dei Diritti Umani in tutto il mondo”. Sarebbe come consegnare una bambina nelle mani di un pedofilo. Se poi pensiamo che fino a qualche mese fa a presiedere questo “alto organismo dell'Onu per la tutela dei Diritti Umani” era la Libia, allora possiamo veramente renderci conto di quanto paradossale (per non parlare di presa in giro) sia questo costosissimo organismo delle Nazioni Unite.

Ora proviamo a fare una ipotesi slegata da qualsiasi logica politica, proviamo a immaginare di portare davanti a questo Consiglio dei Diritti Umani qualche caso di palese violazione dei Diritti Umani. Iniziamo col presentare al Consiglio il caso del Tibet, territorio occupato militarmente dalla Cina dal 1949 dove la popolazione tibetana viene sistematicamente discriminata, dove ogni forma di libertà viene vietata e ogni protesta (anche se pacifica) viene soppressa nel sangue. Con la Cina nel Consiglio (oltretutto con il diritto di veto in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza), come sarebbe possibile portare avanti una discussione e chiedere sanzioni? Continua a leggere su Secondo Protocollo

13 agosto 2009
E fatah va di male in peggio
Yisrael Hayom commenta il congresso di Fatah a Betlemme e dice che molti di quelli che sono stati eletti a posizioni di leadership– Marwan Barghouti, Jibril Rajoub, Muhammad Dahlan e Tewfik Tirawi, fra gli altri – hanno acquisito importanza durante la prima intifada. L’editoriale ritiene che la "nuova-vecchia leadership di Fatah" stia cercando di "rinnovare il suo appeal avviandosi su una nuova strada nella sua lotta continua, non con Israele, ma contro Hamas".
Io non sono affatto d'accordo con Yisrael Hayom, Fatah vuole una alleanza vera con Hamas per poter continuare la guerra con Israele. Ma dove le prendono queste cazzate?

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24 giugno 2009
Incredibile documento filmato che prova il piano eversivo di Ahmadinejad e dei Mullah

Voglio violare una promessa fatta a un caro amico, voglio tornare a parlare di Secondo Protocollo in occasione della pubblicazione di un filmato di importanza incredibile e che spero venga preso in considerazione da chi di dovere perché quel filmato, arrivato chissà come dall'Iran, è la prova reale delle intenzioni di Ahmadinejad e degli Ayatollah. Non vado oltre i rimando direttamente al link in questione pregandovi di fare attenzione alle considerazioni della ragazza iraniana che ha tradotto il video. Questo è il link


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7 giugno 2009
L'Indice di Pace Globale, che idea fantastica ! E utile, soprattutto

da Informazione Corretta (www.informazione corretta.com)

Cari amici, sapete bene che queste cartoline sono attratte dalla stupidità come da null'altra cosa. Mi perdonerete dunque se vi racconto una sciocchezza piramidale. Dovete sapere che a Vienna esiste un "Institute for Economics & Peace", il quale ha come scopo principale di "forge relationships between peace, business and economics working in partnership with international business alliances, government, academics, NGO and others". Geniale, no? Forgiare relazioni fra la pace e gli affari"? Come fanno "gli"  affari, quelli che si fanno in borsa o al mercato a mettersi in rapporto con "la" pace, entità astratta e piuttosto rara nella vita, come sapevano i romani che decisero – racconta Svetonio - di chiudere il tempio di Giano durante i periodi di pace e non lo fecero mai fino all'avvento di Augusto, genio delle relazioni pubbliche? E che c'entra il "lavoro dell' economia"?  Lasciamo andare.
Ora dovete sapere che questo fantastico istituto di tuttologia comparata, in  pratica, si limita a pubblicare ogni anno un "indice della pace", naturalmente in inglese: un Global Peace Index, che è perfettamente all'altezza della sua autodefinizione. La mania delle classifiche è particolarmente dilagante, ma a me sembrava che, come non si può essere un poco incinte, non si può neppure essere un po' in guerra, e dunque classificare chi è più o meno in guerra è un esercizio futile. E invece no. Nel Global Peace Index i 144 paesi del mondo sono ordinatamente classificati per la loro pacificità o bellicosità, a partire da indici come la popolazione, la posizione delle donne, la disponibilità di armi di distruzioni di massa, il numero di carcerati e quello di laureati, il grado di libertà delle elezioni, insomma di tutto un po'. Sicché da questa classifica potete sapere per esempio chi è il paese più pacifico del mondo (quest'anno la Nuova Zelanda), se sia più pacifica l'Italia o la Spagna (la Spagna, e anche di una decina di posizioni, nonostante l'Eta; ma non chiedetemi perché), se l'Estonia o il Vietnam (l'Estonia, ma di poco, mah!).
Bene, sapete che posizione ha Israele nella classifica dei nostri soloni austriaci? Non buona, è chiaro: è esattamente centoquarantunesimo, cioè quartultimo, seguito solo di Somalia, Afganistan e Iraq. Voi direte: è la conseguenza dell'operazione Piombo Fuso. E invece no, perché nel 2008 Israele era al numero 136 su 140 e nel 2007 al numero 119 su 121: sempre in fondo. Sopra di lui quest'anno stanno luoghi ideali come il Sudan, il Congo, il Ciad, il Zimbabwe, insomma posti dove si muore a milioni. Lo Sri Lanka dove si è appena conclusa una sanguinosissima guerra civile, è venti posizioni più su, vicino al Myanmar, cioè la Birmania in piena dittatura militare. Haiti, uno dei posti più pericolosi del mondo, secondo gli austriaci è ancora meglio, l'Iran è addirittura novantanovesimo, quarantadue posizioni sopra Israele; una durissima dittatura come la Siria, dove si combatte fra l'altro una sotterranea guerra civile a forza di bombe nelle macchine e arresti è a metà classifica, novantaduesima, non così distaccata da un posto civile come il Brasile (ottantacinquesimo) e dagli Stati Uniti (ottantaduesimi), i quali a loro volta sono molto classificati come meno pacifici dell'Albania, della Cina (!) e del Burkina Faso, per non parlare di Cuba (posto numero 68). Capite, Cuba fa parte dell'élite dei posti pacifici! La smetto coi numeri e rinuncio anche a commentare.  Voglio solo dirvi come si chiama il sito del brillante "Institute for Economics & Peace": Vision of Humanity. Già, visioni.

PS

non ci sono parole


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20 maggio 2009
Iran- intervenire prima che sia troppo tardi

Oggi l'Iran ha testato con successo un missile in grado di portare testate nucleari e di raggiungere Israele. Contemporaneamente quel porco di Ahmadinejad ha trattato Frattini come una pezza da piedi, tanto per dimostrare che non gli frega un cazzo di trattare. Allora a questo punto non ci sono più scuse, dobbiamo risolvere la faccenda da soli prima che sia troppo tardi. Voglio vedere chi avrà il coraggio di protestare.


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8 aprile 2009
Un avviso agli iraniani

Oggi Israele ha testato un nuovo tipo di missile anti-missile basato sul vecchio Arrow simulando un attacco missilistico iraniano. Il test ha avuto successo. Questa mi sembra una tappa fondamentale nell'avvicinamento all'unica soluzione possibile con i Mullah iraniani, sganciare un paio di confetti su Natanz.

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